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Mario Mafai

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Roma, 1902, 1965 Lasciò presto la scuola regolare per frequentare, con Scipione, la Scuola libera del nudo all’Accademia di Belle Arti di Roma. La sua carriera e la sua poetica rimasero molto legate a Roma, sia nei temi che negli studi che nelle frequentazioni: la formazione di Mafai in quegli anni si costruì soprattutto nelle gallerie e nei musei romani e nella biblioteca di Storia dell’arte di Palazzo Venezia. Dopo l’incontro con la Raphaël, pittrice e poi scultrice, alla quale lo legarono un lungo sodalizio affettivo e artistico e anche tre figlie, nate tra il 1926 e il 1930, esordì con la “Mostra di studi e bozzetti” organizzata nel 1927 dall’Associazione Artistica Nazionale in Via Margutta. Nel 1928 espose di nuovo, alla XCIV Mostra degli Amatori e Cultori di Belle Arti, e una nuova uscita pubblica la fece, con Scipione e altri, al Convegno di giovani pittori a Palazzo Doria del 1929. Colpisce, in questo periodo, il suo anti-impressionismo. Furono, quelli, anni assai creativi e di gran dibattiti: Mafai e Raphaël avevano preso casa e studio al 335 di via Cavour, in un palazzo poi demolito con gli sventramenti per l’apertura dei Fori imperiali, e la casa divenne punto di […]
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Georges Mathieu

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Nato a Boulogne-sur-Mer, nel 1921, Georges Mathieu, dopo aver studiato diritto e filosofia, consegue la laurea in inglese, che gli consentirà, dopo la guerra, di lavorare a Parigi, come responsabile delle pubbliche relazioni per la compagnia marittima americana U.S. Lines. Comincia a dipingere quadri non figurativi nel 1944, praticando un’astrazione libera e gestuale. A partire dal 1947, si fa notare per la sua applicazione del colore direttamente dal tubetto. Nel vivo del dibattito teorico, organizza diverse mostre in favore dell’Abstraction Lyrique, di cui diventa l’ardente paladino. Questa nuova astrazione, gestuale, lirica, informale o ‘tachiste’, si spoglia delle tradizioni e delle regole fino ad allora predominanti, per mettere in primo piano i fenomeni puramente pittorici. Il pensiero filosofico del tempo contribuiva a sostenere le convinzioni degli artisti impegnati a sviluppare una forma di pittura gestuale, a vivere l’esperienza pittorica in modo nuovo, con un coinvolgimento corporeo totale. Mathieu sarà il primo ad imporre la gestualità all’interno della Scuola di Parigi, prima del 1950, dando il proprio contributo analogamente a Fautrier, Hartung, Wols, Soulages, ma anche ai pittori della Scuola di New York, in un momento in cui gli scambi tra le due capitali erano inesistenti. Il suo lavoro per le U.S […]
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