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Giulio Paolini

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Giulio Paolini nasce a Genova nel 1940. Genovese di nascita e torinese di adozione, Giulio Paolini si è imposto sulla scena artistica degli anni Sessanta attraverso uno stile inconfondibile, che lo ha reso uno dei più conosciuti protagonisti dell’arte Povera e delle esperienze concettuali minimaliste. Negli anni Sessanta le sue opere analizzano le strutture della visione e i metodi del fare artistico anche attraverso strumenti e tecniche della pittura (nei quadri compaiono barattoli di vernice, pennelli, telai: preparazione della tela, quadrettatura). Nel 1964 alla Galleria La Salita di Roma, analizza il complesso rapporto tra l’opera e lo spazio espositivo ed il ruolo e il comportamento che lo spettatore assume nello spazio della visione. Esemplari, di questa prima fase e di tutta la sua produzione, le opere: Disegno geometrico e Giovane che guarda Lorenzo Lotto. Dagli anni Settanta col tema del doppio e della ripetizione e con l’uso di calchi in gesso di immagini classiche, egli investe anche lo spazio fisico circostante; armonizzando piani concettuali, spaziali e figurativi, l’artista riflette sulla natura idiomatica dell’arte, interpretata come pratica di rispecchiamento. Poi il concetto di citazione diventa un’altra delle riflessioni dell’artista che egli considera come mezzo per offrire allo spettatore le sue stesse […]
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Pino Pinelli

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Pino Pinelli nasce a Catania nel 1938, dove avviene la sua prima formazione artistica e dove ottiene i primi riconoscimenti. Giovanissimo si trasferisce a Milano – sono i primi anni ‘ 60 – che in quel periodo è particolarmente ricca di fermenti culturali e dove il dibattito artistico dominato dalla presenza di Lucio Fontana, Piero Manzoni, Enrico Castellani, Agostino Bonalumi, Dadamaino, Giovanni Colombo, Turi Simeti è molto stimolante. Dall’atto sperimentale attraverso il fare pittorico, Pinelli passa ad una riflessione cosciente su come intervenire per modificare il dato iniziale e accostarsi all’essenza della pittura. In questa fase di ricerca, in cui tenta di creare un nesso fra tradizione e innovazione, la sua attenzione è rivolta alla superficie, al “vibrato”, allo “stato ansioso” della pittura, per cercare una profondità e attraversarla. Appartengono a questo periodo la serie delle Topologie (Alterazione del rettangolo, 1971; Punti molli, Alterazione del segmento, 1972) e la serie dei Monocromi, 1973 – 1975, la cui superficie, inizialmente delimitata da una sottile linea di confine esplicita o intuitiva, appare mossa da una inquietudine, da un movimento percettivo che sembra quasi il respiro della pittura. Queste esperienze, in cui l’artista si esprime con tele di grandi dimensioni, lo collocano nella […]
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Mimmo Paladino

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Mimmo Paladino nasce a Paduli (Benevento) il 18 dicembre 1948. Dal 1964 frequenta il Liceo Artistico di Benevento, nel periodo in cui la scena internazionale era dominata dal Minimalismo e dal Concettualismo. Nella sua prima fase s’incentra principalmente sulla fotografia, continuando a coltivare tuttavia le sue eccezionali doti di disegnatore. Nel 1977 infatti realizza un grande pastello sul muro della galleria di Lucio Amelio a Napoli e partecipa inoltre alla rassegna “Internationale Triennale für Zeichnung” organizzata a Breslavia. Dal 1978 al 1980 vive un periodo transitorio tra le iniziali posizioni concettuali e la rinnovata attenzione per la pittura figurativa. Di questa fase sono i dipinti monocromatici dalle tinte decise sui quali campeggiano strutture geometriche, ma anche oggetti ritrovati quali rami o maschere. Gli inizi degli anni ottanta sono caratterizzati dall’affermazione delle potenzialità di una pittura referenziale. Ad “Aperto ’80”, nell’ambito della Biennale di Venezia, il critico d’arte Achille Bonito Oliva propone la corrente della Transavanguardia, di cui fanno parte Chia, Clemente, Cucchi e lo stesso Paladino. Attraverso la rivisitazione dell’allegoria e del simbolismo, questo gruppo aveva puntato a ripristinare il mito, il mistero e il magico nell’arte contemporanea. Si susseguono da allora le presenze in importanti rassegne internazionali (Biennale di […]
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Pino Pascali

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Bari 1935 – Roma 1968 Dopo gli studi all’Accademia di belle arti a Roma, lavorò come grafico pubblicitario e scenografo per la televisione proponendo interventi su grande scala e sviluppando una vocazione per l’environment e le invenzioni scultoree poveriste basate su assemblaggi di materiali di recupero che, insieme a un’ironia giocosa di derivazione pop e a uno sperimentalismo neodada, hanno rappresentato una costante della sua breve e vitalissima parabola artistica (Pascali mori prematuramente in un incidente con la moto). Al ciclo dei Frammenti di donna, pezzi anatomici femminili realizzati con tele sagomate e centinate (tra cui Omaggio a Billie Holiday-Labbra rosse, 1964, Torino, Gall. Civ. d’Arte Mod., colta parafrasi di T. Wesselmann), seguì quello dissacrante delle Armi (1965), sculture-giocattolo in legno e tela che riproducono fedelmente cannoni, mitragliatrici, bombe. Dal 1966 la natura divenne la principale ispiratrice dei suoi lavori: dal ciclo degli Animali (Ricostruzione di un dinosauro, 1966, Roma, Gall. Naz. d’Arte Mod.) alle diverse versioni del Mare (1966-67), simulato con tela bianca su centine di legno e bacinelle d’acqua colorata.
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Gianni Piacentino

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Nato artisticamente nella Torino degli anni Sessanta, capitale mondiale di talenti e di linguaggi innovativi, Gianni Piacentino ha trovato subito la sua strada esponendo a ventuno anni con Sperone nel 1966. Semplicità, tecnologia, perfezione della fattura, concetti forse difficili da esaurirsi in breve, ma che hanno in sé un principio anticorrosivo (non a caso) che è legato alla forma, e a quel versante aristocraticamente chiuso che è pari a quella tensione verso il perfetto. Bellezza ed eternità formano un matrimonio inscindibile a cui il tempo conferisce valore. Piacentino, di là dalla sua magnifica biografia motoristica che continua tuttora, è un artista che non appare mai datato o databile, riconoscibile senza essere ripetitivo. Anche quello i lavori degli esordi non hanno tracce d’anzianità, nel tempo l’artista ha saputo concentrare l’energia per progressivi aggiustamenti, potremmo dire, miglioramenti. Le differenze infatti prodotte da quasi quarant’anni a questa parte sono sotto la superficie, nei materiali che sono stati perfezionati, in alcune scelte sempre più condizionate dall’esperienza e dalla positività. Vi è un’idea di perfettibilità insita nella sua poetica, che lo spinge a non dare mai un risultato acquisito. Diciamo, in altri termini, che Piacentino non si accontenta di quanto ha ottenuto, ma va a […]
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Michelangelo Pistoletto

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Michelangelo Pistoletto nasce a Biella nel 1933. Inizia a esporre nel 1955 e nel 1960 tiene la sua prima personale alla Galleria Galatea di Torino. La sua prima produzione pittorica è caratterizzata da una ricerca sull’autoritratto. Nel biennio 1961-1962 approda alla realizzazione dei Quadri specchianti, che includono direttamente nell’opera la presenza dello spettatore, la dimensione reale del tempo e riaprono inoltre la prospettiva, rovesciando quella rinascimentale chiusa dalle avanguardie del XX secolo. Con questi lavori Pistoletto raggiunge in breve riconoscimento e successo internazionali, che lo portano a realizzare, già nel corso degli anni Sessanta, mostre personali in prestigiose gallerie e musei in Europa e negli Stati Uniti. I Quadri specchianti costituiranno la base della sua successiva produzione artistica e riflessione teorica. Tra il 1965 e il 1966 produce un insieme di lavori intitolati Oggetti in meno, considerati basilari per la nascita dell’Arte Povera, movimento artistico di cui Pistoletto è animatore e protagonista. A partire dal 1967 realizza, fuori dai tradizionali spazi espositivi, azioni che rappresentano le prime manifestazioni di quella “collaborazione creativa” che Pistoletto svilupperà nel corso dei decenni successivi, mettendo in relazione artisti provenienti da diverse discipline e settori sempre più ampi della società. Tra il 1975 e il […]
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Arnaldo Pomodoro

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Arnaldo Pomodoro nasce a Morciano di Romagna, il 23 giugno 1926. Nel 1937 si trasferisce a Rimini dove frequenta l’Istituto tecnico per geometri. Dalla metà degli anni ‘40 fino al 1957 lavora a Pesaro, come consulente per la ricostruzione degli edifici pubblici. Nel frattempo frequenta l’Istituto d’Arte della città, interessandosi particolarmente di scenografia, ed inizia un intenso lavoro di oreficeria. Nel 1954 si trasferisce a Milano, dove conosce Lucio Fontana, Enrico Baj, Sergio Dangelo e altri artisti, ed espone per la prima volta alla Galleria Numero di Firenze e alla Galleria Montenapoleone di Milano. L’anno dopo espone le prime opere di scultura alla Galleria del Naviglio di Milano. Nel 1956 partecipa con il fratello Giò alla Biennale di Venezia e viaggia a Parigi, dove tre anni dopo incontra Alberto Giacometti. Nel 1959 compie il suo primo viaggio negli Stati Uniti, dove organizza mostre d’arte italiana contemporanea a San Francisco e a New York, città nella quale l’anno successivo conosce David Smith e Louise Nevelson. All’inizio degli anni ’60 partecipa alla fondazione in Italia del gruppo Continuità; realizza la sua prima “sfera” nel 1963 e nello stesso anno vince il Premio Internazionale per la Scultura alla Biennale di San Paolo. L’anno […]
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